La lunga coda del post-punk
Chris Anderson, da musicista punk a autore di fama globale con un libro che scardina le regole dell'economia classica.
In realtà il direttore della rivista americana Wired con il suo libro "The long tail. Why the future of business is selling less of more" fotografa quello che sta avvenendo oggi grazie alla Rete, ossia la globalizzazione effettiva del mercato e la parcellizzazione della conoscenza creata da milioni di persone che si scambiano idee, consigli e pareri sui prodotti.
Si sta passando dall'economia della scarsità all'economia dell'abbondanza; dalla limitatezza degli scaffali di un magazzino a quelli virtualmente infiniti di uno store online come Amazon; dal marketing alla conversazione tra utenti, in cui è il passaparola disinteressato a far decidere l'acquisto e non lo spot.
Il concetto della long tail si basa sul fatto che nell'economia dell'abbondanza non è più necessario produrre solo i pochi beni di massa utili per tutti i consumatori (vedi la curva di Pareto su Wikipedia), ma ci si può focalizzare sulle infinite diverse comunità di clienti che creano appunto la coda lunga.
Un esempio pratico: un negozio di dischi, il più fornito, arriva fino a 55mila canzoni, ma vende soprattutto le hit del momento. Oggi le discoteche online propongono 3 milioni di titoli... Questa è l'economia dell'abbondanza, questa è la long tail: dare ascolto alle nicchie.
PS
Mi piace pensare che ci sia tutto un florilegio di sociologia per dimostrare quello che molto efficacemente viene raccontato nel film Will Hunting, ossia dell'equazione genio=ribelle e che la biografia di Chris Anderson sembrerebbe confermare.


